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A Paganico Sabino la tradizione è festa


A Paganico Sabino la tradizione è festa

23.07.2015


Uno dei borghi più antichi e suggestivi dell’intera Valle del Turano, Paganico Sabino vi aspetta questa domenica per rendere omaggio ai suoi prodotti più tipici, sagne strascinate e funghi porcini.


LA STORIA
Frammenti di piccole statue, statuette raffiguranti animali e riproduzione di parti del corpo umano: sono alcuni dei ritrovamenti che hanno reso possibile datare l’esistenza di una prima comunità organizzata nel territorio di Paganico intorno al III sec. a.C.. Il monumento funerario noto come la “Pietra Scritta” e il nome stesso del borgo (col termine Paganicum venivano chiamati i luoghi in cui erano presenti rovine di età romana), fanno pensare a una presenza anche in età romana.
Il paese risulta ufficialmente documentato per la prima volta nell'852 e poi in registri successivi con il nome di “casale de Paganeco” e “villa quae vocatur Paganecum”. La ricorrenza di termini come villa o casale fa pensare ad agglomerati rurali e non a un centro abitativo vero e proprio (nel Medioevo con “casale” si indicava un edificio sufficientemente strutturato a cui facevano capo le attività agricole, talvolta munito di strutture difensive).
Per ricostruire l’aspetto del cento abitato in secoli più recenti, bisogna interpellare i manoscritti delle visite pastorali: da qui è possibile ricavare un quadro dei luoghi e dei loro toponimi originali e ipotizzare la presenza di un primitivo nucleo centrale, incastellato e fortificato, all’interno del quale si trovava la parrocchiale di San Nicola e all’esterno la chiesa dell’Annunziata.

DA VEDERE
Paganico Sabino sorge sulle sponde dello splendido Lago del Turano, creato artificialmente nel 1939 attraverso la realizzazione di una diga sull’omonimo fiume, e collegato al Lago del Salto da una galleria lunga 9 km. All’interno del caratteristico borgo, con piccoli vicoli e piazze ben curate, meritano una visita la trecentesca chiesa di San Nicola, quella di Santa Maria dell’Annunciazione e quella di San Giovanni Battista. Nel territorio del paese sorge anche la particolare “Pietra Scritta”, il monumento funerario della famiglia dei Muttini risalente alla seconda metà del I secolo a.C.. Si tratta di un monumento funerario “a dado”, realizzato modellando un masso erratico esistente sul posto e che si era probabilmente distaccato dall'incombente monte Cervia. La “Pietra Scritta”, insieme ad altri reperti archeologici rinvenuti recentemente sulla cima del monte Cervia, testimonia in modo incontrovertibile la remota antichità degli insediamenti romani nella Valle del Turano.

Cosa fare: Sagra delle Sagne Strasciate

Farina, acqua, uova e funghi porcini: sono questi gli ingredienti base delle “sagne strasciate”. Realizzata la sfoglia, rigorosamente a mano, le massaie del posto la strappano in piccoli lembi, che vengono quindi cotti e conditi con i prelibati funghi porcini raccolti in questo tratto della provincia di Rieti. Il risultato è una vera e propria prelibatezza che domenica 26 luglio si potrà gustare insieme a porchetta, pane e vino rosso locale presso il Centro Diurno con posti coperti da capienti tensostrutture.

COME CI SI ARRIVA

Dal Grande Raccordo Anulare prendere l’Autostrada Roma-L'Aquila (A24) fino all'uscita di Carsoli (circa 60 Km da Roma), da qui seguire la via Tiburtina fino alla deviazione per la Strada Provinciale Turanense (circa 1 Km). Proseguire in direzione Rieti fino a giungere a Paganico.

PER SAPERNE DI PIÙ
www.paganicosabino.org/
www.fuoriporta.org