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Due ruote a rischio a Roma: uno studio dell'Aci


Due ruote a rischio a Roma: uno studio dell'Aci

13.04.2010

Uno studio dell'Aci mette in luce i rischi per chi si muove su moto e ciclomotori, i comportamenti scorretti e le soluzioni per ridurre questo tipo di incidenti

 

 

Oltre la metà degli incidenti stradali che avvengono nel Comune di Roma vedono il coinvolgimento di veicoli a due ruote, con cui si verificano in media più di 11 mila incidenti all'anno, 31 incidenti al giorno, 4 morti ogni 100.000 abitanti e 9 morti ogni 1.000 incidenti. Numeri impressionanti per una moderna città come Roma.

Questo è quanto emerge dal Rapporto «La sicurezza dei veicoli a due ruote nel Comune di Roma» realizzato dall'ACI insieme alla Fondazione Filippo Caracciolo, nell'ambito di un progetto di ricerca, nato da una collaborazione con la Reale Automobile Club della Catalogna e supportato dalla FIA Foundation.

 

Gli incidenti sulle due ruote

L'indagine - condotta attraverso l'analisi dei dati statistici sugli incidenti stradali, l'intervista di conducenti delle due ruote e l'osservazione in strada dei comportamenti di guida - ha evidenziato che i centauri romani utilizzano le due ruote prevalentemente per spostamenti sistematici (casa-scuola, casa-lavoro), sono per due terzi uomini e un terzo donne e si concentrano nella fascia d'età 16 - 49 anni.  Sono però i giovani, soprattutto uomini, le categorie più a rischio.

Oltre la metà dei conducenti di veicoli a due ruote intervistati (55%) ha riportato almeno un incidente ed un terzo più di uno. Il 67% degli incidentati è rimasto ferito. Le parti che più frequentemente si feriscono sono gambe e braccia.

Le tipologie di incidente più ricorrenti sono la scivolata (34,8%), seguita da scontro laterale e tamponamento posteriore.

 

Le cattive abitudini

L'indagine ha evidenziato alcune cattive abitudini dei conducenti delle due ruote: l'87,7% degli intervistati si incunea tra i veicoli nelle soste di marcia; l'82,7% zigzaga fra i veicoli in marcia; il 78,3% oltrepassa la linea continua.

Dall'osservazione su strada dei comportamenti di guida è risultato inoltre che: un terzo dei motociclisti osservati invade la corsia opposta di marcia per superare i veicoli in coda al semaforo;  1 moto su 2 non aziona la freccia cambiando corsia;  1 moto su 3 zigzaga tra i veicoli in marcia.

I centauri intervistati considerano le buche nel manto stradale (95%) ed i tombini (84%) i fattori ambientali più pericolosi per la circolazione con veicoli a due ruote.

Il 33% degli intervistati ha ricevuto almeno una multa nell'ultimo anno a Roma ed in proporzione, le donne risultano essere state multate più degli uomini.

Le multe più frequenti riguardano: sosta vietata, guida su corsia preferenziale o su marciapiede, eccesso di velocità, inosservanza del rosso, mancato rispetto della precedenza, guida senza patente, mancato uso del casco.

Un comportamento rischioso emerso è la mancata sostituzione del casco dopo un incidente (80% degli intervistati), infatti anche in caso di impatto leggero ed in assenza di apparenti segni di danneggiamento, il casco potrebbe comunque rivelarsi inadeguato a proteggere la testa in caso di ulteriori futuri incidenti.

 

Le proposte di soluzione

Per modificare comportamenti come lo zig-zag nel traffico, l'invasione della corsia opposta, il superamento della linea d'arresto, secondo lo studio sono necessarie campagne educative per la formazione dei ragazzi che intendono conseguire il patentino per la guida di un ciclomotore, ma anche «un potenziamento dei presidi di controllo», per evitare i comportamenti più gravi (eccesso di velocità, violazione della segnaletica, rispetto della distanza di sicurezza, guida in stato di ebrezza).

Ma è necessario anche intervenire sulle infrastrutture: molti pericoli si annidano non solo nelle buche, ma anche nei guard rail di vecchia concezione ideati per le auto, pali di pubblicità e segnali, cordoli per delimitare le corsie preferenziali.

 

Scarica il rapporto integrale (7 MB)